Maglie calcio pes 2017
Nel 1985, lo stemma della società partenopea fu oggetto di una nuova rivisitazione: venne introdotta una spessa corona circolare, all’interno della quale fu riportata, per esteso, la denominazione sociale SOCIETÀ SPORTIVA CALCIO NAPOLI. Successivamente, inoltre, tale emblema fu oggetto di due ulteriori restyling: in una prima variante, la «N» fu rimpicciolita e assunse il design già adoperato per lo stemma «a botte» di fine anni cinquanta e al disotto di essa fu inserita la scritta SSC NAPOLI, che seguiva l’andamento curvo dello scudo; in una seconda variante, infine, furono inserite, nella parte bassa del bordo dorato, tre linee sequenziali che richiamavano i colori della bandiera italiana. Nel 2007, con il ritorno in Serie A, il logo fu oggetto di un nuovo restyling: allo stemma furono aggiunte sfumature ed effetti di luce, mentre la corona esterna riprese la colorazione blu tradizionale. Il colore del novello stemma variava in base a quello della divisa: per cui, sulle maglie casalinghe, il logo era blu (girone d’andata) o bianco (girone di ritorno), mentre, sulle maglie da trasferta, era nero. La versione con corona bianca, scritta nera, disco centrale azzurro e «N» di color oro, sebbene assai diffusa, non fu mai adoperata per le divise da gioco: nel quadriennio 1985-1989, infatti, sulle maglie casalinghe compariva la versione con corona bianca, scritta nera, disco centrale azzurro e «N» bianca, oppure, quando il logo non era cucito ma stampato, una versione monocromatica in bianco sullo sfondo azzurro della casacca; sulle divise da trasferta, invece, poteva essere riprodotta – oltre alla variante con corona bianca, scritta nera, disco centrale azzurro ed «N» bianca – una versione con corona blu, scritta bianca, disco centrale azzurro e «N» blu, oppure, quando il logo non era cucito, ma stampato, magliette calcio bambini poco prezzo una versione monocromatica in blu sullo sfondo bianco della casacca.
La riproduzione dell’emblema realizzata per le maglie della squadra azzurra, però, non rispecchiava il medesimo design: difatti, lo scudo era bianco (ovvero azzurro per le divise da trasferta) e su di esso campeggiava una «N» azzurra (ovvero bianca per le divise da trasferta) in maiuscolo e priva di grazie. È da evidenziare, però, che, diversamente dagli emblemi cuciti sulle maglie della squadra, lo stemma realizzato per i distintivi a spilla dati in omaggio agli abbonati, presentava sì la forma tonda – fondo azzurro, con bordo dorato – ma differivano le fattezze della «N»: anch’essa d’oro, infatti, risultava dotata di grazie. Riacquisita la precedente denominazione di Società Sportiva Calcio Napoli, il club non mutò il proprio logo; per contro, sulle divise da gioco comparve uno stemma privo di corona circolare, che rimandava al design degli emblemi adottati dal Napoli nei decenni precedenti. Il design e il colore della «N», inevitabilmente, rimandano al monogramma di Napoleone Bonaparte, costituito proprio da una lettera «N» maiuscola, sovente associata all’aquila imperiale francese d’oro posta in campo azzurro.
Il complesso di figure era collocato su uno scudo francese antico dal campo azzurro e caratterizzato da un’elaborata serie di bordi esterni e contorni interni d’oro. Il tutto era inserito in un ovale, dal fondo azzurro e dal bordo dorato, sormontato dai cinque cerchi olimpici. Nel corso della stagione 1965-1966, l’emblema del club riprodotto sulle divise da gioco fu semplificato ulteriormente: la «N» azzurra, in maiuscolo e priva di grazie, fu inserita in uno stemma tondo dal fondo bianco e con un doppio bordo azzurro (più sottile) e bianco (più spesso). La quinta divisa della stagione 2020-2021, cioè quella frutto della collaborazione tra l’allora sponsor tecnico Kappa e Marcelo Burlon, era caratterizzata, invece, da un logo totalmente nero sul quale campeggiava, realizzata in bianco, la «N» e sempre bianco era il bordo posto intorno al disco interno. A partire dalla stagione 1989-1990, la pratica di adoperare più varianti dello stemma cadde in disuso e l’unico logo adoperato fu quello con corona bianca, scritta nera, disco centrale azzurro e «N» bianca. Tale logo fu caratterizzato dall’introduzione di alcuni elementi di novità riguardanti la corona circolare e il disco centrale: il colore della corona, infatti, passò dal bianco al blu, mentre la scritta riportata al suo interno da nera divenne bianca, inoltre, anche per quest’ultima, quale tipo di carattere fu scelto il Times New Roman, già proprio della «N»; al disco centrale azzurro, infine, fu aggiunta una bordura bianca.
Bruno Giordano nel precampionato 1985-1986 e la festa per la vittoria della Coppa Italia 1986-1987: si notino le varianti cromatiche applicate al logo sulle divise da trasferta della seconda metà degli anni ottanta: nel primo caso, corona e «N» in blu, scritta e disco in bianco, nel secondo caso, corona blu, scritta bianca, disco azzurro e «N» blu. La forma dello stemma e la disposizione degli elementi grafici rimase la medesima, con la sola differenza dell’eliminazione della vecchia ragione sociale in favore della nuova: la scritta NAPOLI SOCCER, in stampatello maiuscolo, fu posta al di sotto della corona e quest’ultima assunse una tonalità di blu più scura. Nel 2004, dopo il fallimento e, quindi, con il temporaneo cambio di denominazione in Napoli Soccer, anche l’emblema del club fu modificato di conseguenza, sebbene con interventi di lieve entità dal punto di vista estetico. In tutto, quindi, la città di Brindisi può vantare ben dodici società cestistiche maschili.
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