Maglie rosse storiche calcio
La società viene fondata il 6 settembre 1929 da un piccolo gruppo di appassionati di calcio della frazione veronese di Chievo, assumendo come colori sociali l’azzurro e il bianco. Nei mesi successivi alla vittoria del torneo la società guidata dal presidente D’Amico si rende conto di non riuscire a fronteggiare senza aiuti economici importanti il nuovo campionato di Serie D, e quando le cose sembrano volgere al peggio il neoeletto sindaco Lello Di Bari riesce a coinvolgere un gruppo di imprenditori creando così di fatto una nuova società . Dopo due stagioni – pur in modo diverso – deludenti, la Salernitana ripartì da un progetto giovane e ambizioso per il torneo 2001-02: la panchina fu affidata a ZdenÄ›k Zeman, cui la società richiese un campionato di vertice. Il giocatore fu a lungo il capocannoniere della Serie A (chiudendo poi terzo in questa graduatoria), ma ciò nonostante la formazione perugina non riuscì a ripetere il campionato di vertice della precedente annata, anche a causa dello scoppio in primavera dello scandalo scommesse che finì per coinvolgere, tra vari dubbi mai del tutto chiariti, lo stesso Rossi. Improvvisamente Mauro Della Martira dice: «Paolo, questo è un mio amico che gioca alle scommesse».
E l’amico dell’amico in spiccato accento romanesco: «Paolo, che fate domenica?». Quando arrivai mi disse: «Paolo, se ti sposi è meglio, così sei più tranquillo». Raccontò così la vicenda che lo fece condannare: «Dopo cena, mentre sto giocando la solita partita a tombola, tanto per ammazzare il tempo, mi si avvicina il mio compagno Della Martira: «Paolo, vuoi venire un attimo che ci sono due amici che vogliono conoscerti?». L’offerta più alta fu quella di Farina che, al fine di tenere il giocatore, per metà cartellino offrì al presidente juventino Giampiero Boniperti ben 2 miliardi e 612 milioni. Riuscì a riprendersi a metà del girone d’andata e Rossi segnò persino due doppiette ai danni di Fiorentina e Roma, guadagnandosi le prime pagine dei giornali. Pochi giorni dopo il declassamento biancorosso, i giornali annunciarono il passaggio di Rossi al Napoli, ma il giocatore negò il fatto e affermò: «Lo spiego a Giorgio Vitali, il direttore sportivo che fa di tutto per convincermi: “No grazie, per me viene prima la vita e poi la professione, il calcio.
Ha fatto parte della rosa della nazionale italiana che ha partecipato al campionato europeo nel 2001, vestendo la maglia azzurra della nazionale in 24 incontri e realizzando una sola rete. Su questo campo si giocò tutti gli anni ’20 e, grazie alle nuove direttive in fatto di costruzione di nuovi campi sportivi, il Comune fece costruire il Campo del Littorio durante la stagione 1930-1931 ed inaugurato in occasione della partita Schio-Ponziana (persa 0-2) in data 1º novembre 1931. Fu il primo campo costruito a Schio con misure ottimali per disputare i campionati di Serie A e con spogliatoi e docce per entrambe le squadre e l’arbitro. Attualmente la grotta e’ una delle piu’ importanti della regione che con una profondita’ di circa 610 metri, ed e’ stata per molto anni la piu’ profonda della regione Lazio, sorpassata nel 2006 a seguito delle esplorazioni del vicino Ouso di Passo Pratiglio (-840) sito sul medesimo altopiano ma in comune di Supino. Col Lanerossi retrocesso, Rossi rimase in massima categoria passando al Perugia, in quegli anni rampante «provinciale» in ascesa. Importante anche il rapporto instauratosi col patron del club vicentino, Giuseppe Farina, che Rossi ritrovò nel decennio seguente come presidente del Milan e che così ricordò: «È stato un presidente unico, pur con tutti i suoi difetti.
2 partite della squadra eliminata agli ottavi di finale dai francesi padroni di casa (partita in cui Keane non è stato impiegato). Nella sua stagione d’esordio in biancorosso, Rossi venne subito schierato titolare, mantenendo il posto in squadra per tutta l’annata. Nel girone di ritorno seguì una doppietta al Perugia e un gol alla Juventus nella sfida scudetto, finita 3-2 per i bianconeri. Nel 1972, a sedici anni, passò alla Juventus nonostante in famiglia fossero contrari, come ricordò lo stesso Rossi in un’intervista: «Non è stato facile, creare maglie da calcio ai miei genitori non è che l’idea andasse molto. La svolta della carriera era però dietro l’angolo: la Juventus convinse infatti il L.R. A Vicenza Rossi trovò nel tecnico Giovan Battista Fabbri, per sua stessa ammissione, un secondo padre che gli diede fiducia e lo aiutò a crescere; l’allenatore emiliano segnò una svolta nella carriera di Rossi, grazie anche allo spostamento in campo da ala a centravanti.