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La squadra torna quindi a chiamarsi Associazione Calcio Chievo, e inizia a disputare le loro gare interne nello stadio Marcantonio Bentegodi di Verona. La quinta giornata oppone ai clivensi l’Audace SME, altra squadra di Verona, e per l’occasione di questo derby il Chievo gioca per la prima volta allo stadio Marcantonio Bentegodi. Sempre in quell’anno la squadra cambia la denominazione in Cardi Chievo (dal nome del nuovo sponsor Officine Cardi), ed ottiene rapidamente la promozione in Prima Categoria. L’estate 1975 è caratterizzata dall’abbandono dello sponsor Cardi, perché in serie D non sono ammessi abbinamenti pubblicitari, il club torna a chiamarsi perciò Associazione Calcio Chievo. Tuttavia il 13 giugno 1986 giunge una sentenza che condanna i vicentini per un’inchiesta federale per illecito sportivo, e promuove il Chievo in Serie C2: la società dunque entra per la prima volta nella storia nel calcio professionistico. Dopo due stagioni la squadra però retrocede di nuovo, ma nella stagione 1967-68 il Chievo vince ancora una volta il campionato di Seconda Categoria, trascinato dalle 19 reti dell’attaccante Bruno Vantini; tuttavia la squadra decide di rinunciare alla promozione per problemi economici.
L’inizio stagionale è comunque molto positivo, e la squadra occupa i primi posti della classifica; alla ventesima giornata il Chievo è terzo, ma nell’ultima parte del torneo i gialloblù non riescono a tenere il ritmo delle avversarie, chiudendo il campionato all’ottavo posto. Grande protagonista dell’ascesa dei gialloblù è l’attaccante Riccardo Gregorotti, autore di 19 reti, che contribuisce a portare la squadra per la prima volta della storia societaria in un campionato a carattere interregionale. L’incontro finì 3-2 per gli inglesi, ma la grande prestazione degli azzurri valse loro il titolo di «leoni di Highbury». Ciccolo, oltre a essere il primo grande «colpo» di mercato del club, si può considerare uno dei più rappresentativi e decisivi giocatori del Chievo durante il periodo dilettantistico. Un gruppo di tifosi, preoccupati per il futuro del club, decide contestualmente di fondare un’associazione denominata VeneziaUnited (proclamatasi supporters’ trust del club arancioneroverde), che alla luce dell’inattività societaria organizza e gestisce in proprio la campagna abbonamenti per la nuova stagione e apre un sito internet d’informazione suppletivo. Ricevi la tua nuova maglia.
La prima stagione con la nuova denominazione (1981-82) è sofferta, ma la squadra ottiene comunque la salvezza. Nell’aprile 1952 fa il suo debutto in squadra Bruno Vantini, che gioca con la maglia del Chievo fino al 1971, diventandone la bandiera e, allo stesso tempo, il bomber; il calciatore detiene tuttora il record di 159 marcature con la maglia clivense. Il Chievo non può contare sull’apporto del bomber Bruno Vantini, che smette di giocare dopo 20 stagioni con la formazione veronese. Alla quindicesima giornata di campionato, con il Chievo nei bassifondi della classifica, Carlo De Angelis viene esonerato e sostituito da Angelo Barbi. Baldassari si dimette sostituito da Domenicali. Successivamente viene richiamato alla guida della squadra Carlo De Angelis, che già in passato aveva allenato il Chievo. La stagione 1950-51 vede i biancocelesti imporsi sia nel campionato provinciale che in quello regionale di Seconda Divisione con una squadra composta da soli giocatori di Chievo. La squadra viene ricostituita dopo la fine della seconda guerra mondiale come Associazione Calcio Chievo, e nel 1948 torna a giocare in Seconda Divisione. Nell’estate 1980 la squadra passa in consegna al tecnico Dario Baruffi, che l’allenerà fino al 1984. Nel 1981 il campionato di Serie D muta nome in Campionato Interregionale, e contemporaneamente la squadra prende il nome di Paluani Chievo, dal nome dello sponsor Paluani.
Con l’avvento del quadriennio del primo sponsor tecnico, Adidas (1974-1978) si passò, dopo il mondiale tedesco, ad una maglia bianca nel body, con girocollo e colletti delle maniche di colore azzurro. 1912 al 1920: bianca con collo bordo e manicotto rosso. Tale schema cromatico venne articolato nella divisa casalinga in una soluzione del tutto inedita per il calcio italiano: una maglia bianca sbarrata di rosso. La maglia è blu con un bordo tricolore sul colletto per rappresentare la bandiera. La stagione successiva venne adottata una divisa molto simile a quella blu della stagione precedente, anch’essa è interamente blu, però le righe granata affiancate da quelle bianche, sono tre e al centro c’è una specie di ovale a racchiudere lo sponsor ufficiale. Con l’ingresso nel mondo professionistico il Chievo è costretto ad abbandonare il campo «Carlantonio Bottagisio», inadeguato ad ospitare le partite di Serie C2; allo stesso modo la società deve rinunciare alla denominazione Paluani Chievo, poiché, tra i professionisti, la ditta può comparire solo come sponsor. Nel campionato 1970-71 il Cardi Chievo debutta in Promozione allenato dalla coppia composta da Francesco Broggiato e Lino Ottolini, esprimendosi oltre le aspettative: alla settima giornata i gialloblù guidano la classifica e al termine del girone d’andata sono secondi.